L’aggregazione di comuni Orta di Atella-Succivo-Sant’Arpino fa parte della più vasta conurbazione Napoli-Caserta, occupando una superficie marginale (1,1%) dell’area urbanizzata della FUA partenopea (il doppio – 2,2% - se calcoliamo la percentuale sulle relative AUD), cui corrisponde l’1,9% della popolazione residente. Nell’insieme, i tre comuni formano un continnum, presentandosi di fatto come un unico sistema di tipo monocentrico compatto, con il 95% dell’urbanizzato (che occupa un terzo del territorio dei tre comuni, completamente pianeggiante) a formare un’unica AUD, ricadente pressoché integralmente (97,4%) entro un raggio di 2,5 km. Rispetto alla classificazione dei tessuti proposta (ripresa da Newman et al. (2016)), vi è una sostanziale equivalenza fra tessuti “walking” (35,8%) e tessuti “transit” (35,4%) e fra tessuti conformati all’uso dell’auto (“automobile city”) in AUD (14%) e in ASU (14,7%). La distribuzione dei servizi di base evidenzia la marcata dipendenza di questa area urbana dai centri principali a livello provinciale e di FUA, espressa dagli indici di prossimità: solo l’1,6% dell’AUD ha un’accessibilità “ottimale” e il 10,8% “alta” a servizi di vicinato, mentre per il 50,3% è “bassa”. La presenza di poli attrattori è parimenti modesta, equamente distribuita in termini percentuali fra AUD (3,2%) e ASU (3,8%).
Il confronto tra le propensioni strutturali e funzionali evidenzia disparità soprattutto nel bilanciamento fra mobilità soft (52,27% e 76,53%) e trasporto pubblico (45,30% e 20,03%). La media, espressa dal Virtual share territoriale, restituisce comunque, per gli spostamenti interni, un’altissima propensione alla mobilità soft (64,40%) e una bassissima propensione alla mobilità individuale motorizzata (2,93%). Le caratteristiche della rete stradale (con il 77% del grafo in AUD classificato come viabilità locale e quindi assoggettabile a Zona 30) contribuiscono a “pesare” per il 19% il possibile ruolo delle misure push nelle strategie di riequilibrio modale.
Quanto all’indicatore di “propensione” demografico, la distribuzione della popolazione per fasce di età evidenzia un caso anomalo rispetto agli altri casi studio, con una percentuale di “over 60” limitata al 18,60%: un aspetto che “premia”, nel conteggio del “Virtual share demografico” la mobilità soft (38,48%), seguita dal TPL (33,25%) e dalla mobilità individuale motorizzata (28,27%).
Con una percentuale dell’88% degli spostamenti contenuti entro un raggio urbano ≤ 2,5%, infine, il “virtual share chilometrico” - ricavato dall’analisi degli spostamenti sistematici quotidiani per fasce di distanze in relazione alla “pertinenza”, per ciascuna fascia, dei modi più sostenibili per coprirli – riconosce a sua volta alla mobilità soft un ruolo potenzialmente preponderante nella mobilità locale (62,13%), con il TPL attestato sul 24,83% e la mobilità individuale meccanizzata sul 13,03%.
Ultimo aggiornamento
26.05.2026